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“….il compito di aiutare il cliente ad accettare di buon grado la responsabilità sociale, dargli coraggio che lo libererà dalla coazione del senso di inferiorità, ed aiutarlo a orientare i suoi sforzi verso scopi socialmente più costruttivi” (Rollo May)

“..sono allora per forza autobiografi di penna o soltanto di pensiero interiore, gli inquieti; poiché per capirsi hanno bisogno di ritrovare i frammenti di quelli che sono stati, di ricomporli nella mente aiutati dalla scrittura…” (Duccio Demetrio)

“…Ri-conoscendo insieme, ci si ri-conosce infatti inseriti in legami con altri non così distruttivi e ciò mobilita emozioni, leggere eccitazioni e compiacimenti che alleviano le fatiche dei gruppi e delle persone: in particolare danno il coraggio necessario per prendere iniziative parziali, prese soltanto da parte dei soggetti implicati, ma non percepite contro o a danno di altri…“ (Franca Olivetti Manukian)

…Non so come andrà a finire con questo mio «scrivere››. Tutto è ancora caotico, non ho abbastanza fiducia in me stessa o, piuttosto, non sento veramente la necessità di dire qualcosa. Aspetterò ancora, fin quando tutto verrà fuori spontaneamente e troverà una forma: prima, però, devo trovare io stessa una forma, la mia forma." (Etty Hillesum)

 

…L’identità sembra dunque correlata ad aspetti peculiari e stabili di un individuo.
Potrei illustrare questa affermazione con l’apologo dello scorpione e del cane.
Uno scorpione vorrebbe attraversare un fiume, ma non sa nuotare. Rifiutando caparbiamente di modificare il percorso, chiede ad un cane di aiutarlo; il cane, che non è scemo, avverte Il pericolo e gentilmente ma con fermezza rifiuta di assumere il rischio di farsi pungere dallo scorpione portandolo sul suo dorso. Lo scorpione, abile e convincente, riesce a persuaderlo, argomentando che se il cane dovesse annegare questo comporterebbe inevitabilmente anche la propria fine. A metà cammino e in mezzo alle correnti, lo scorpione non riesce a trattenersi e morde il cane, al quale, sorpreso, non resta che il tempo di porre un’ultima domanda relativa alle ragioni di tale follia; così come allo scorpione quello di rispondere che, malgrado tutto, «a ciascuno la sua natura», e che non ci si può modificare così facilmente.
Se lo scorpione fosse stato affidabile, ne sarebbe scaturita una storia meravigliosa. Fare dell’altro l’alleato infallibile e sicuro realizzerebbe la felicità, momenti di pienezza, che dovrebbero durare per tutta la vita. Infatti l’armonia idealizzata abolisce ogni differenza nel tentativo di eliminare ogni rischio di conflitto.
Se lo scorpione mostra la fedeltà alla sua identità fondata sulla natura di insetto aggressivo e velenoso, tuttavia nel rapporto con il cane evidenzia un esempio di conflitto (Eros-Thanatos), che può riguardare l’individuo, ma anche il gruppo.
Ogni individuo porta in sé questa spinta a essere sia lo scorpione, sia il cane ed è obbligato ad avere a che fare con entrambi.
(Angelo Riccio)

 

…La parola felicità è talmente usurata che riusciamo con difficoltà a tornare al suo significato filosofico. da Platone n avanti significa armonia, coincidenza con l’essere, superamento delle pulsioni immediate e dei calcoli. L’uomo quando vive incluso nell’essere, legato ad un insieme, ad un tutto. La felicità adesso è talmente ridotta all’individuo, che queste parole sembrano estranee. L’inganno è totale: ne facciamo un fine assoluto, quando è solo un accessorio, la leghiamo all’individuo, quando è possibile solo attraverso la sua cancellazione.

(Miguel Benasayag, psicanalista di Parigi “contro il niente, abc dell’impegno")

 

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